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Il funerale laico celebrato da un celebrante professionista: un’alternativa al funerale religioso

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photo credit gfg

Il funerale laico
celebrato da un celebrante professionista:
un’alternativa al funerale religioso

Per i funerali, le commemorazioni o la dispersione delle ceneri, le persone scelgono sempre più spesso una cerimonia guidata da un celebrante che rispecchi le loro convinzioni e i loro valori, e renda omaggio alla vita della persona scomparsa.

Perché si celebra un funerale?

Il gesto di onorare qualcuno al momento della morte con un rito funebre rappresenta un universale culturale, un elemento cioè comune a tutte le culture umane e a tutte le società.

L’antropologo George Murdock ha osservato che gli universali culturali ruotano attorno al tema della sopravvivenza umana, come trovare cibo, riparo, qualcosa per coprirsi, e alle esperienze condivise, come nascita e morte, malattia e guarigione.
Dunque organizzare una cerimonia funebre è un modo per condividere con le persone che si amano, la comune esperienza umana della morte, per esprimere pubblicamente il dolore e il senso di perdita.

  • tutti meritano il giusto commiato
  • tutti hanno il diritto a essere ricordati
  • tutti quelli che restano devono poter condividere il proprio dolore.

Condividere la propria sofferenza è generalmente considerato il primo passo per tornare alla normalità, l’inizio del percorso di elaborazione del lutto.

Tutte le religioni prevedono un momento rituale per consentire l’espressione del lutto; quasi tutti i riti funebri sono religiosi.

Nel volume Funerali senza dio, gli autori Richard Brown e Jane Winne Willson, scrivono:

“Davanti all’evento luttuoso, esprimere pubblicamente il proprio senso di dolore e di perdita condividendolo con gli altri, viene generalmente considerato il primo e necessario passo verso la ripresa della vita, e il funerale può costituire tale momento. Per questo motivo le varie religioni del mondo – ognuna secondo il proprio rituale – hanno sempre fornito un rito per facilitare l’espressione collettiva del lutto.”  cit. Richard Brown e JaneWynneWillson, Funerali senza dio. Manuale pratico per la celebrazione di funerali non religiosi, OMNILOG 2010, p.11, scaricabile a titolo gratuito www.ritolaico.com

“La morte, come ogni altro evento del ciclo della vita, impone a tutte le società complesse modalità organizzative, divenendo un fatto sociale che riguarda e coinvolge sia gli individui, sia i diversi gruppi dei quali essi fanno parte, sia ancora la società nel suo insieme. Per far fronte, sui diversi piani, all’evento della morte sono quindi messi in atto particolari rituali funerari.”

Per chi è credente, il funerale in chiesa è imprescindibile, è consolante, è terapeutico.

Ma se lo scomparso non si riconosceva in nessuna religione, oppure non frequentava una chiesa, alla famiglia non restano che tre opzioni: non fare nulla, organizzare un funerale non religioso da soli, fare un funerale laico condotto da un celebrante professionista.

Per le persone non religiose il secolare monopolio religioso sui riti funebri può rappresentare una limitazione e la cerimonia laica, momento unico durante il quale raccontare e rendere omaggio all’esistenza della persona defunta, sta diventando la risposta più appropriata ad un’esigenza sempre più diffusa nella società civile.

Spesso non si conosce un’alternativa, o non la si cerca perché sopraffatti dalla prossimità dell’evento e dalle consuetudini; si finisce così per scegliere il servizio religioso anche se il defunto, o la defunta, non era credente; ciò può aumentare il senso di smarrimento e non offrire il giusto conforto a quelli che restano.

In Italia aumentano i funerali con celebrante

FuneraleLaico in giardino
photo credits: Simona Filippini

Da oltre un secolo nel mondo diverse organizzazioni internazionali laico-umaniste propongono cerimonie funebri non religiose condotte da celebranti, formano celebranti professionisti, o semplicemente forniscono consigli e supporto alle famiglie che desiderano pianificare da sole una cerimonia funebre non religiosa.

Anche in Italia aumentano le persone che si riconoscono nei valori laici e che desiderano per sé, o per un famigliare o un amico, una cerimonia che distilli l’essenza della vita.

Come nel Nord Europa, anche qui sempre più spesso il funerale laico rappresenta un’alternativa al funerale in chiesa e alle cerimonie tradizionali. Sempre più persone, infatti, scelgono per le loro persone una cerimonia su misura che rispecchi le loro esigenze, che celebri l’unicità della vita del defunto.

Fino a qualche tempo fa chi sceglieva di non celebrare il funerale in chiesa non aveva molte alternative: poteva riunire familiari e amici in casa, oppure in una sala affittata per l’occasione.
Di solito non si trattava di una cerimonia vera e propria, ma un familiare o un amico assumevano spontaneamente il ruolo di guida, oppure semplicemente i partecipanti condividevano qualche parola di commiato. Tuttavia, poiché mancava una guida professionale, la cerimonia poteva risultare disarmonica e disordinata, con lunghi silenzi o interminabili discorsi.

Il celebrante professionista ha la formazione e l’esperienza atte a creare e condurre qualsiasi cerimonia di fine vita, che si tratti di un funerale, di una cerimonia funebre, di una commemorazione o di una dispersione delle ceneri.

Oggi il numero dei celebranti professionisti italiani è in costante aumento e sempre più persone si rivolgono a loro per condurre una cerimonia funebre.

Essendo preparato professionalmente e non essendo coinvolto emotivamente un celebrante può:

  • consigliare la famiglia in merito alle opzioni possibili e suggerire quelle più appropriate
  • scrivere e condurre una cerimonia in modo obiettivo
  • guidare la famiglia nella scelta delle letture, della musica, delle immagini o dei contributi video
  • coordinare gli interventi delle diverse persone e includerli nel testo della cerimonia

L’approccio professionale fa sì che la cerimonia funebre con il celebrante sia perfettamente calibrata, l’impatto emotivo sia modulato, il risultato complessivo rifletta le convinzioni e i valori del defunto e rappresenti i sentimenti della famiglia.

Non va dimenticato, inoltre, che, nonostante differenze significative, anche persone credenti possono apprezzare le cerimonie laiche guidate da un celebrante, proprio perché il focus della cerimonia è sulla vita e sulla personalità del defunto.

 

Nell’ultimo saluto ad A. siamo stati condotti per mano dal celebrante con grande maestria e delicatezza in una cerimonia funebre travolgente nell’animo, nell’intelletto e nello spirito. Non poteva esserci rito migliore per A.” Stefano, Deruta.

Cerimonie guidate da un celebrante per ogni tipo di commiato

Chi partecipa a un funerale laico può ritrovarsi a confrontare la cerimonia alla quale ha assistito con il servizio funebre tradizionale e può rendersi conto di quanto sia importante e degno commemorare un defunto attraverso il racconto della sua vita.

Il celebrante incontra persone nuove, raccoglie le prime informazioni, catturando anche le emozioni. Poi traduce il tutto in un testo personalizzato di qualità, a volte in pochissime ore e a volte avendo a disposizione un periodo di tempo molto lungo. Infine conduce la cerimonia con autorevolezza ed empatia, con grande rispetto dei committenti e dei presenti.”

Le cerimonie guidate da un celebrante sono create per ogni occasione:

  • funerale
  • cremazione
  • sepoltura
  • spargimento delle ceneri
  • inumazione delle ceneri
  • commemorazione

Catturare l’essenza di una vita, prendere commiato rendendo omaggio alla vita

bambina che tiene in mano il libretto del funerale della nonna
photo credits: gfg
photo credits: gfg

La morte è la conclusione di un’esistenza e il funerale laico non si concentra su questo momento finale, ma racconta e celebra l’intera vita e gli affetti della persona.
Il compito principale del celebrante, è quello di realizzare una cerimonia funebre unica, personalizzata, rispettosa, consolante.

 

“Il celebrante si è occupato in prima persona della cerimonia per ricordare la scomparsa di nonno. Nella narrazione ha saputo intervallare sapientemente momenti di leggerezza a momenti di riflessione, meditazione e commozione, sempre col giusto pathos e nella giusta misura. Nonostante la tristezza è riuscito a restituirci nostro nonno e la bellezza del suo ricordo.” Giulia, Roma.

Per fare ciò il celebrante impiega diversi elementi:

  • storia della persona scomparsa
  • riflessioni sulla vita e sulla morte
  • contributi e ricordi di chi conosceva il defunto
  • musica, letture, immagini.

Comprendere quale è stata la vita della persona, la sua personalità, il suo temperamento, le sue passioni, quali e quante persone l’hanno circondata e amata, le luci e le ombre della sua esistenza, creare insomma il giusto tributo per quella persona, è ciò che fa il celebrante, nel rispetto di quelli che restano, perché possano riconoscersi, prima di tornare alla vita quotidiana.

 

“Sulla base di qualche cenno biografico e di una conversazione con i membri della famiglia, il celebrante ha saputo redigere un bellissimo discorso alla memoria di nostro padre, raggiungendo un delicato equilibrio tra solennità e leggerezza.” Kris, Milano

 

Un celebrante lavora per i committenti e con i committenti

I celebranti professionisti:

  • hanno una approfondita formazione
  • sono competenti e consapevoli
  • aiutano a trovare le parole giuste
  • sono dotati di sensibilità e conoscenze per guidare i parenti nel momento di maggior confusione e dolore
  • sanno ascoltare ciò che viene raccontato e restituire la memoria della persona scomparsa
  • possono affrontare ogni situazione, anche la più delicata o difficile
  • mettono la loro professionalità al servizio di chi li ha scelti.

Ogni funerale laico è diverso proprio perché ogni essere umano è unico e diverso.

Il ruolo del celebrante è quello di dare voce ai parenti, agli amici quando le parole vengono a mancare.
Il celebrante crea, scrive e conduce una cerimonia funebre personalizzata per celebrare la vita di una persona. Insieme ai familiari, agli amici, costruisce un tributo unico, come unica era la persona defunta.

L’ascolto
Prima di tutto si reca presso la famiglia.
Con discrezione, empatia, rispetto e competenza conduce un’accurata intervista, informandosi sulla persona scomparsa, sulla vita che ha condotto, sui successi che ha ottenuto, sulle sue scelte, i suoi legami, le sue passioni.
Raccoglie le storie, le testimonianze di chi le era vicino, degli amici, dei conoscenti, di chi desidera offrire un ricordo o un saluto.
Si informa sul tipo di cerimonia che i parenti desiderano, su memorie, musica, immagini, riti consoni alla personalità dello scomparso e che saranno parte integrante della cerimonia.

La celebrante è riuscita ad entrare delicatamente nella storia della nostra famiglia per poi celebrare la cerimonia di saluto per nostra madre, raccontandola come se la conoscesse da sempre.
Ci ha aiutato ad allestire una presentazione con foto e video e musica, che ha fatto da sfondo alle sue parole, inoltre è riuscita a trovare un suonatore di uno strumento rarissimo per avere la nostra musica.
Le persone che si sono strette accanto a noi ci hanno detto che è stata la cerimonia più bella alla quale abbiano partecipato.” R. e V., Roma

La scrittura

Messe insieme tutte le informazioni, il celebrante scrive il testo legando i diversi elementi, e, tessendo insieme i vari contributi, dà voce a tutti. Crea la giusta atmosfera, affinché la cerimonia funebre permetta a ciascuno di riconoscersi, di essere coinvolto nell’addio e possa lenire un po’ il dolore.

Gli altri elementi

Alle parole si possono aggiungere le immagini, foto e video che ricordano il defunto, o la defunta, i momenti piacevoli della sua vita, la sua musica preferita.

La presenza di un celebrante professionista rappresenta un grande sollievo e contribuisce a togliere il peso di dovere gestire il momento rituale.
Inoltre, grazie al suo lavoro, si può:

  • riconoscere pubblicamente il valore unico della vita di chi non c’è più
  • elaborare e condividere il dolore con gli altri, nella piena consapevolezza che i sentimenti saranno trasmessi in modo fedele e onesto
  • non essere costretti a farsi coraggio e a parlare in pubblico da soli, o ad affidarsi a un amico che, forse, rappresenterebbe piuttosto i propri sentimenti.

“L’incontro con la nostra celebrante è stato un meraviglioso sollievo.
Eravamo in un territorio un po’ sconosciuto e stavamo cercando di organizzare un servizio funebre non religioso.
È stata cordiale, disponibile, ci ha ascoltato con attenzione e alla fine ha organizzato una cerimonia che, secondo noi, rendeva veramente giustizia al mio defunto padre.
Abbiamo trascorso qualche ora insieme quando è venuta a casa nostra e ci siamo sentiti subito in buone mani. Onestamente non riesco a immaginare cosa avremmo fatto senza di lei. Gli amici che erano presenti quel giorno pensavano che fosse un membro della famiglia o una vecchia amica, perché è riuscita a cogliere l’essenza di mio padre e della nostra famiglia.
Un collega di mio padre, Peter, ha detto: ‘è stato il servizio funebre più toccante al quale abbia partecipato, e credetemi, sono stato a molti funerali’.
Spero che anche altre persone in un frangente simile possano trovare un celebrante che li guidi attraverso il percorso”. Lisa, Roma

Quali sono gli elementi che compongono un funerale non religioso?
Come è strutturato un funerale non religioso?

un ragazzo suona la chitarra ad un funerale
photo credits: gfg

Più nel dettaglio gli elementi che compongono una cerimonia funebre laica sono:

  1. Il testo: contiene le parole di apertura; le riflessioni sulla vita e sulla morte; i contributi scritti e parlati di amici, parenti, colleghi, conoscenti; il tributo o elogio alla vita del defunto, o della defunta; le frasi per il momento di raccoglimento prima del commiato; le parole di chiusura.
  2. Le immagini: se la sala dove si svolge la cerimonia è adeguatamente attrezzata, è molto emozionante rivedere foto e video della persona scomparsa, momenti della sua esistenza, da solo e con i suoi cari.
    Il compito di mettere insieme le immagini di solito è affidato a un membro della famiglia, ma ci si può rivolgere anche a professionisti del settore. Se ci sono familiari che vivono lontano e non sono riusciti a venire al funerale, c’è anche la possibilità di trasmettere l’evento in live stream.
  3. La musica: se la sala dove si svolge la cerimonia è adeguatamente attrezzata, all’inizio della cerimonia, durante il momento commemorativo e alla fine, si possono ascoltare brani e canzoni che il defunto, o la defunta, amava, o che sono legati a particolari momenti della sua esistenza. Il celebrante vi chiederà se avete dei pezzi preferiti o delle canzoni che hanno un significato particolare per voi.
  4. I contributi: ciascuno può portare una poesia, un brano, una frase, un aneddoto, un proprio ricordo, una storia particolare, una battuta per ricordare la persona scomparsa.
  5. E poi: silenzi, sorrisi, risate, lacrime, abbracci

Un funerale non religioso non ha una struttura fissa e non ci sono regole, né modelli cui conformarsi. La famiglia può fare quello che desidera e la cerimonia può essere completamente personalizzata.
Tuttavia uno schema di base è senz’altro utile:

  1. introduzione e parole di benvenuto
  2. riflessioni sulla vita e sulla morte
  3. racconto della vita del defunto e tributo
  4. contributi e ricordi di parenti e amici, eventuali letture
  5. momento rituale del commiato
  6. parole conclusive

Quando e dove celebrare un
funerale non religioso?

Anche in questo caso non ci sono regole ferree tuttavia è consuetudine celebrare il funerale in presenza del feretro poco dopo il decesso (entro due o tre giorni).
Se si decide di organizzare un servizio funebre dopo la cremazione o la sepoltura, i tempi saranno più lunghi, a seconda della regione.
Alcune zone d’Italia eseguono la cremazione entro cinque giorni, mentre in altre possono passare fino a tre settimane prima che l’urna con le ceneri sia restituita alla famiglia.
Alcune famiglie desiderano celebrare il rito non appena hanno ricevuto le ceneri (soprattutto se non vi è stato un funerale subito dopo il decesso), altre decidono di celebrarlo in occasione di una data significativa, come l’anniversario del decesso o il giorno del compleanno.
Un celebrante può creare una toccante cerimonia personalizzata nel momento che si ritiene più opportuno.

Un funerale laico può essere celebrato ovunque, tranne che in una chiesa cattolica, a patto che il luogo sia accogliente e rispettoso e, quando richiesto, siano osservate norme quali, per esempio, l’autorizzazione del Sindaco per lo spostamento del feretro.

Un funerale non religioso può tenersi in un edificio civico o in un municipio, in una chiesa o cappella sconsacrate, in una Sala del Commiato, in un cimitero, in una sala mortuaria di un crematorio, in una casa o in un giardino privato, in una Casa funeraria, in un hotel, in un teatro, nel piazzale davanti al cimitero, o accanto alla tomba.
Praticamente ovunque, l’importante è che:

  • si siano ricevute le autorizzazioni necessarie a tenere la cerimonia nel luogo scelto
  • il trasporto e il percorso del feretro siano stati autorizzati dal Sindaco
  • l’impresa funebre sia disponibile a collaborare

Una commemorazione funebre può aver luogo ovunque e non necessita di alcuna autorizzazione.

Un funerale di un animale può svolgersi quasi ovunque, non ci sono permessi particolari da richiedere. Tuttavia per tutto ciò che riguarda le spoglie dell’animale è meglio chiedere consiglio alle imprese funebri che se ne occupano.

dolenti che entrano nella sala del commiato
photo credits: gfg

Dispersione delle ceneri

Di solito le famiglie scelgono di interrare l’urna con le ceneri in un cimitero, tuttavia se si preferisce restituire i resti alla natura, da molti anni in Italia è consentita la dispersione delle ceneri all’aperto.

Naturalmente è necessario compilare alcuni documenti ed è fondamentale dichiarare che si intende disperdere le ceneri all’aperto (dispersione in natura).

La legge italiana prevede che si possano disperdere le ceneri in mare a cinquecento metri dalla riva, in un lago a cento metri dalla riva, oppure in un fiume, purché non ci siano barche nelle vicinanze.
Per quanto riguarda un luogo pubblico, o boschi, o montagne, o campagna, le ceneri si possono disperdere ovunque, purché il luogo scelto sia a più di duecento metri da qualsiasi centro abitato.
È anche possibile interrare o spargere le ceneri nel proprio giardino.

Alcuni crematori e cimiteri hanno il cosiddetto “giardino del ricordo”, dove è possibile spargere le ceneri, mentre alcuni Comuni stanno cominciando a creare boschi della memoria, per lo stesso scopo.
Un celebrante può creare una cerimonia di dispersione delle ceneri breve e consona.

Per saperne di più in merito si può visitare il sito della Federazione Italiana per la Cremazione (F.I.C.) che: “riunisce le Società di Cremazione italiane che ne condividono gli obiettivi ed i principi etici e morali.”
Per tutelare le proprie volontà in merito alla cremazione è possibile iscriversi al Registro italiano cremazioni che promuove: “sul territorio nazionale il rito della cremazione e i valori etici, sociali e culturali che lo ispirano.”

Donare il proprio corpo alla ricerca scientifica

La legge del 10 febbraio 2020 n.10, consente le donazioni post mortem del proprio corpo per la ricerca scientifica, ma solo se esiste un “testamento biologico”, disciplinato nell’ordinamento italiano dalla L.22 dicembre 2017, n.219.
La legge prevede che entro dodici mesi la salma sia restituita alla famiglia in condizioni dignitose e che “le spese per il trasporto dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla sepoltura, nonché le spese per l’eventuale cremazione” siano a carico degli enti scientifici”.
Per saperne di più si può visitare il sito della Fondazione Veronesi.

Alcuni consigli utili se si deve
organizzare un funerale

  1. non farsi prendere dalla fretta, o dal panico, non è necessario fare tutto subito, non c’è nessun obbligo
  2. se la morte è avvenuta in casa, non si deve chiamare l’ambulanza o la polizia, bensì il medico di famiglia. Questi dichiarerà il decesso e seguirà le procedure necessarie. Se il decesso è avvenuto in ospedale, sarà la struttura a mettere in atto le procedure previste
  3. contattare una o più agenzie funebri, le offerte e i servizi possono essere molto diversi, non ci si deve sentire in difficoltà nello scegliere l’agenzia con la quale ci si trova più in sintonia; l’agenzia manderà un proprio incaricato per espletare le pratiche
  4. cercare un celebrante e verificane la disponibilità. Il celebrante aiuterà a capire il tipo di cerimonia, dove si può tenere, le diverse opzioni disponibili
  5. il celebrante verrà a casa per la “visita in famiglia”. All’incontro potranno partecipare tutti quelli che lo desiderano: famigliari, amici, conoscenti. Sarà il momento per raccontare storia, aneddoti, curiosità, gioie, dolori – la vita insomma – della persona scomparsa
  6. insieme al celebrante sarà possibile pianificare l’intera cerimonia, scegliere i brani musicali, le letture, le immagini che rappresentano quella persona e si potrà decidere chi interverrà durante la cerimonia
  7. il celebrante scriverà la prima stesura della cerimonia, dosando sapientemente la carica emotiva e scegliendo anche aneddoti che faranno sorridere o – perché no? – ridere
  8. il celebrante manderà la prima versione del testo per le eventuali osservazioni e correzioni, e apporterà tutti i cambiamenti richiesti, aggiungendo dettagli anche all’ultimo momento
  9. il giorno del funerale il celebrante si recherà sul luogo prima di tutti per assicurarsi che ogni cosa sia a posto, poi accoglierà la famiglia e gli ospiti e officerà la cerimonia con empatia, sensibilità e professionalità.

(Le citazioni sono prese dal libro sulla ritualità laica di Jeltje Gordon Lennox, Crafting Secular Ritual, 2017)

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